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La Sardegna è, per estensione, la seconda isola italiana e dell'intero Mediterraneo.
Dista circa 180 Km dalle coste della penisola - dalla quale è separata dal Mar Tirreno -, mentre il Canale di Sardegna la divide dalle coste tunisine che si trovano 210 Km circa più a Sud.
A Nord, per 11 km, le bocche di Bonifacio la separano dalla Corsica e il Mar di Sardegna, ad Ovest, dalla penisola iberica e dalle isole Baleari.
Le coste, per complessivi 2.400 Km, sono alte, rocciose e con piccole insenature che a nord-est diventano profonde e s'incuneano nelle valli (rias). Litorali bassi, sabbiosi e talvolta paludosi si trovano nelle parti meridionale e occidentale: sono gli stagni costieri, zone umide molto importanti dal punto di vista ecologico. Le coste si articolano nei golfi dell'Asinara a settentrione, di Orosei a oriente, di Cagliari a meridione e di Oristano a occidente. L'isola è circondata da molte isole ed isolette, tra le quali l'isola dell'Asinara, San Pietro, Sant'Antioco, l'isola di Tavolara, l'arcipelago della Maddalena con Caprera.
Il clima mediterraneo è tipico di gran parte della Sardegna, tranne alcune zone interne contraddistinte da un clima più rigido. Lungo le zone costiere, dove risiede la gran parte della popolazione, abbiamo inverni miti, grazie alla presenza del mare (nevicate rare, all'incirca ogni 5-10 anni e temperatura quasi mai sotto lo zero) ed estati calde e secche; la bassa umidità e la relativa mancanza d'afa, come la notevole ventosità, permette di sopportare più facilmente le elevate temperature estive, capaci di raggiungere normalmente i 35-40°C.
La Sardegna è inoltre una regione molto ventosa (soprattutto grazie al Maestrale), peculiarità che permette una efficace dispersione di tutti gli inquinanti, oltre all'installazione di numerosi impianti eolici sui crinali dei principali rilievi.
Le feste scandiscono da sempre la vita delle comunità isolane e oggi più che mai, soprattutto con la rivalutazione di molte sagre minori, esse sono legate al desiderio (ed alla necessità) di riaffermare la propria unica identità culturale.
In Sardegna, andare per feste significa immergersi in una cultura antica alla scoperta di suoni e di armonie sconosciute, di balli ritmici con ricchi costumi tradizionali, di gare poetiche fuori dal tempo, di sfrenate corse di cavalli, di sfilate folcloristiche - a piedi o a cavallo - con preziosi e coloratissimi abiti d'altri tempi.
Spesso le feste durano diversi giorni e coinvolgono tutta la comunità; molte volte, per l'occasione, vengono preparati dolci speciali ed organizzati banchetti con pietanze tradizionali a cui tutti possono partecipare.
Da sempre la Sardegna è stata considerata un vigneto in mezzo al mare. Alcune ricerche archeologiche hanno evidenziato che già al tempo della civiltà nuragica si coltivava la vite [7] e si produceva vino. Tale tradizione è continuata con i Romani e poi, attraverso le varie occupazioni straniere, si è ancora arricchita. Tra i vini rossi il Cannonau è il più importante, insieme alla Monica, al Carignano, al Turriga, al Girò, mentre tra i bianchi i più rinomati sono il Vermentino di Gallura (DOCG), la Malvasia di Bosa, il Nasco, il Torbato, il Nuragus, il Moscato, l'Angialis, senza dimenticare la tipica Vernaccia. Vista la lunga tradizione, molti vini sono D.O.C., come il Cannonau, e variano di gusto e di gradazione a secondo delle regioni in cui vengono prodotti: quello di Jerzu è uno dei più conosciuti insieme al Nepente di Oliena. Il liquore di Mirto (sia bianco che rosso) è molto conosciuto insieme alla fortissima grappa filu è ferru ed al Villacidro.
Grazie al clima mite, caratterizzato da scarse precipitazioni concentrate nei mesi invernali, e grazie ai paesaggi incontaminati, alla purezza della acque marine, all'interesse storico e archeologico di tante località, la Sardegna è motivo di grande richiamo e attira ogni anno un gran numero di vacanzieri. Palau, Santa Teresa, Porto Cervo, Loiri Porto San Paolo, Olbia, La Maddalena, Alghero, Porto Rotondo, Villasimius, Pula , San Teodoro, Dorgali, Stintino, la Costa Smeralda, sono rinomate località di fama internazionale. Ovunque, lungo la costa ma anche sulle isole, sono sorti villaggi turistici e alberghi esclusivi. Si iniziò a costruirli nei primi anni Sessanta in Costa Smeralda: nacque così Porto Cervo, con il porto e le prime ville; seguirono poi Porto Rotondo, Romazzino, Cala di Volpe, Porto Raphael. Sin dagli inizi si caratterizzò principalmente come turismo di lusso, basato sulla qualità degli spazi abitati, di quelli urbani e sulla qualità indiscussa dell'ambiente circostante. In questi ultimi anni, però, pian piano si sta diversificando; non solo mare turchese e spiagge bianchissime, ma anche varietà dell'offerta che va dall'archeologia, alla storia, all'arte, a tutte le attività che portano a contatto con l'ambiente naturale. Ormai si parla sempre più di turismo subacqueo, di golf, di turismo equestre, di escursionismo, di osservazione degli uccelli, di vela, di agriturismo - attività che si possono praticare quasi tutto l'anno e sono quindi una fonte di reddito più costante.
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